<%@ Page Language="vb" AutoEventWireup="false" ResponseEncoding="iso-8859-1" CodeBehind="home.aspx.vb" Inherits="imago._Default" %> IMAGO VERITATIS
 
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  PRESENTAZIONE
di Lucetta Scaraffia

Obiettivo
Rivivere lo spettacolo dell’arte sacra come un’esperienza spirituale, quale è sempre stata nella tradizione cristiana prima della secolarizzazione, se pure con diverse modalità a seconda dei periodi storici e dei contesti. Questa la finalità del festival “Imago veritatis”, l’arte come via spirituale che già nel titolo si presenta come prima tappa di un percorso da proseguire negli anni.
 
   
Perchè Varallo Sesia
Varallo con il suo Sacro Monte costituisce un “unicum” nel panorama italiano: un centro di vita artistica attivo per almeno quattro secoli – dalla fine del Quattrocento alla metà del Settecento – nella produzione di un particolare tipo di arte sacra, finalizzato molto chiaramente a dare la possibilità ai fedeli di vivere, sia pure in forma che oggi diremmo virtuale, l’esperienza del pellegrinaggio in Terra Santa, praticabile con più difficoltà dopo la conquista musulmana.
Un luogo dove non si può separare lo studio dell’arte come storia dello stile dall'arte come esperienza spirituale.
Varallo può perciò essere considerato il luogo ideale dove proporre quella lettura spirituale delle opere di arte sacra di cui ormai si è persa memoria, ma che costituiva il vero fine per cui esse erano state commissionate e prodotte.
Lo studio di questo aspetto dell’arte sacra è stato ripreso di recente, ma è già ricco di spunti innovativi e ricerche molto interessanti, delle quali Timothy Verdon è uno dei protagonisti importanti e noti.
Il Sacro Monte di Varallo è stato designato Patrimonio culturale dell’umanità protetto dall’Unesco.
 
  Contenuti
L’evento mira all’immersione totale – mediante un’esperienza di forte impatto sviluppata in un arco di tempo protratto – nelle tematiche evocate dal titoloImago Veritatis. L’arte come via spirituale:

* immagine, cioè “teatro” come punto di collegamento con la cultura attuale nonché filo conduttore filologico del Sacro Monte stesso; “verità” non solo per il verismo delle figure e scenografie del Sacro Monte ma anche e principalmente come esperienza emotiva di verità evangeliche che a loro volta mettono a contatto con la Verità in persona, Cristo.

* arte come realizzazione plastica, pittorica e architettonica, ma anche come cristiana ars vivendi et operandi.

* natura come rapporto tra la natura ecologica che costituisce il contesto del Sacro Monte e la natura umana dei pellegrini, invitati a comprendere la propria condizione creaturale mediante la contemplazione, in mezzo alla natura del Dio fattosi uomo, morto e risorto nella nostra natura, da Lui poi elevata nella risurrezione.

L’elastica struttura del weekend vuole dunque coinvolgere sia la popolazione locale che il pubblico più vasto degli appassionati di arte e di persone che aspirano a vivere un’esperienza spirituale, attirando sia “partecipanti integrali” – disposti cioè a impegnarsi per l’intero weekend – sia persone che parteciperanno all’evento solo per una giornata. Ecco spiegata la “forma”: un’ossatura intellettuale con “lectio magistralis” e pellegrinaggi a sostegno dell’esperienza libera di ascolto di “conferenze”, visite al Sacro Monte, letture e musica per le vie di Varallo, concerti di musica sacra, mostre.
 

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