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CONTRADE STORICHE |
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“Un viaggio nel sacro antico"
Dio ha molti nomi: io lo chiamerei Verità
- Miti della creazione (da: Popol Vuh, tribù
Desana, Genesi, Upanishad)
- Cantico dei Cantici (attribuito a re Salomone)
- Cantico delle creature (san Francesco, secolo
XIII d.c.)
- Akàthistos (brano liturgico della Chiesa
Ortodossa, secolo V d.c.)
- Donna de Paradiso (Jacopone da Todi, secolo XIII
d.c.)
- Qoèlet (attribuito a re Salomone)
Le letture presentate nel cortile di Palazzo
dei Musei sono una selezione di brani estratti
prevalentemente da testi sacri antichi, non necessariamente
e non solo di matrice cattolica occidentale.
Fondamentale per la scelta dei brani è
stata, infatti, la volontà di prendere
in considerazione anche testi non strettamente
legati alla nostra tradizione cattolica, ma che
abbracciassero altre religioni e/o riti comunemente
considerati “altro” e solo apparentemente
privi di punti di contatto.
Durante questo viaggio attraverso la spiritualità
gli autori si sono inoltre resi conto di quanta
umanità ci fosse nel concetto stesso di
“Divinità” e di come fosse
indispensabile la compenetrazione tra questi due
piani di esistenza per vivere appieno entrambe
le condizioni. |
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Come non pensare, ad
esempio, a “Donna de Paradiso” di Jacopone,
dove il Dolore della Madonna e di Cristo, commoventi
nella loro sofferenza pienamente umana, è visto
come unico mezzo per espletare il volere divino: solamente
attraversando la condizione umana fino al limite estremo
della sofferenza e della morte, Cristo può compiere
la Redenzione.
Ma non solo attraverso il dolore l’umano si riconosce
nel divino: una gioia del tutto terrena pervade la Madonna
nell’Akàthistos dove l’esperienza
dell’attesa del Figlio e il suo darLo alla luce
è la stessa di ogni donna in ogni tempo. |
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