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      Edizione 2008 > Eventi giornalieri  
 
 
ICONA DEL MONASTERO DI SANTA CATERINA AL SINAI (RIPRODUZIONE)
 
“IO SONO LA LUCE DEL MONDO”

(13 giugno – 15 luglio)

Esposizione di tavole in stile bizantino occidentale e orientale. La tecnica prevede l'uso della tempera all'uovo su tavole di legno preparate a gesso, colla di coniglio e bianco di meudon. Le dorature in foglia d'oro sono posate con tecnica all'acqua e pittura realizzata con colori naturali, di origine minerale o vegetale.
La mostra si compone di:
- “Madonna con bambino in trovo con angeli e profeti”, tavola tratta dal Cimabue il cui originale si trova nella Galleria degli Uffizi a Firenze. Questa grande macchina da preghiera rappresenta una Maestà, ovvero una Madonna in trono col bambino, circondata da otto angeli, quattro per lato (in una copia precedente oggi esposta al Louvre ce ne sono solo sei) e quattro profeti nell’estremità inferiore. La Madonna indica il bambino nel gesto dell’odivitria, Cristo è la verità e la via, un Cristo qui vestito da piccolo uomo, con la mano destra benedicente e il volto praticamente frontale. La Madonna è caratterizzata da compostezza e solennità, nel suo volto solo un velo di dolore, mediante il quale lo spettatore è reso maggiormente partecipe. Le vesti sono dotate di panneggi oro, nello stesso colore del fondo, spia di un’altra eredità bizantina. Tre angeli per lato sono allineati verticalmente rispetto al trono, a cui si appoggiano con le mani, mentre il quarto di ogni lato è più in alto, vicino alla spalliera. Sono volutamente sproporzionati.
 

  - un’icona albanese del Battesimo di Cristo attribuita a Onufri Quiprioti. Onufri è noto come il più importante pittore di icone in Albania. Tuttavia, egli è stato scoperto solo all'inizio del 20° secolo da uno scienziato russo, Viktoria Pusanova.
- “Entrata di Cristo in Gerusalemme”, icona russa della zona di Novgorod, città del nord che si affermò già nel 1200 per il suo stile pittorico staccandosi dallo stile di Costantinopoli. Le icone novgorodiane con la loro essenzialità, l’immediatezza della rappresentazione e brillantezza dei colori donano un profondo senso di gioiosa e pacata religiosità.
- due riproduzioni di icone della Vergine custodite nel Monastero di Santa Caterina al Sinai, dove sono conservati, fra altri ricordi, quello del “Roveto ardente” che, da tempo immemorabile, i cristiani hanno interpretato come immagine e simbolo della maternità divina di Maria. L’edificio, una vera fortezza costruita ai tempi dell’imperatore Giustiniano, è stato un alto luogo di vita spirituale e monastica, e custodisce tuttora una biblioteca molto ricca, con manoscritti antichi e una collezione di icone unica al mondo. Il monastero è anche all’origine delle raffigurazioni del “Roveto ardente” sparse in tutte le Chiese del mondo ortodosso e cattolico.

Le tavole sono state eseguite secondo tecniche antiche da Eugenio Ferrari e Silvano Ghelma.
 
     
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