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“HAEC NOVA JERUSALEM”
Soggetto
“Haec Nova Jerusalem”,
questa è la nuova Gerusalemme”, oratorio
in otto parti per voci recitanti, soli, coro,
orchestra e organo.
Testo composto da brani della Tradizione, Liturgia
e Sacra Scrittura, redatto dal can. Maurizio Gagliardini,
responsabile musicale celebrazioni vescovili. Musica:
Alberto Sala, organista titolare del Duomo di Novara
Interpreti
- Cori (230 elementi circa, di cui una cinquantina
di voci bianche):cori parrocchiali di Aranco,
Borgosesia, Bettole, Carpignano, Cellio, Fara,
Grignasco, Sizzano, Quarona, Varallo; cantori
“A. Novali” di Valduggia, coro Alpin
dal Rosa di Varallo, corale Primavera di Quarona,
Coro per le celebrazioni vescovili del Duomo di
Novara, corale vocale di Varade; coro Arcobaleno
di Varallo, Gli Usignoli di Borgosesia, coro scuola
musicale Dedalo di Grignasco.
- Maestri collaboratori: Romano Beggino, Carlo
Beltrametti, suor Maria Gioia Bertelli, Franco
Dessilani, don Maurizio Gagliardini, Isabella
Grandotti, Matteo Mancin, Enrico Marone, Pietro
Rasario, Marcella Salvoldi, Carlo Senatore, Pietro
Tartarini, Marco Valle, don Giampaolo Zanetti.
- Solisti: Stefanna Kybalova, Rosella Gaboli,
Aldo Caputo, Lorenzo Battagion
- Cappella Vocale e Strumentale del Duomo di Novara
(30 elementi circa)
- Organo e cembalo: Alberto Sala
- Direttore: Paolo Monticelli
- Voci recitanti: Claudia Koll, Pippo Lo Russo,
Angelo Colombo
Composizione compagine orchestrale
2 flauti, 1 oboe, 2 corni, 2 trombe, 2 tromboni,
timpani, organo, clavicembalo, archi (9 violini,
3 viole, 3 violoncelli, 2 contrabbassi.
| *di
don Maurizio Gagliardini |
La nuova Gerusalemme a Varallo Sesia
Al principio della nuova Gerusalemme, che è
a Varallo, c’è la Madre di Gesù
e quel discepolo che, racconta il Vangelo di Giovanni,
l’accolse nella sua casa, ricevendola come
dono estremo del Maestro, che amò i suoi
discepoli fino alla fine. Quella stessa Madre,
nuova Eva, è al principio della nuova umanità,
dal cenacolo di Gerusalemme fino ai confini della
Terra.
Bernardino Caimi, come imitatore del discepolo
che Gesù amava, volle riservare uno spazio
particolare a Maria, non solo al centro del suo
cuore ma, recandone da Gerusalemme il venerato
simulacro, desiderò attuare anche attraverso
l’arte il gesto del discepolo prediletto.
Così pensò di guardare alla Madonna
come all’immagine della Chiesa verso il
proprio compimento, pensandola, mentre viene assunta
verso Dio, situata al centro della Gerusalemme
nuova, quella celeste.
Questo mistero non rappresenta solo il tema ideale
della Gerusalemme valsesiana, ma anche il significato
del grandioso complesso monumentale che la circonda,
fin dall’ingresso, laddove alle cappelle
della creazione e della caduta dei primogenitori
segue la raffigurazione della Vergine Annunciata
con l’incarnazione del Verbo.
Una nuova guida in musica
Perché questo messaggio si radichi in profondità
nella mente e negli affetti e possa coinvolgere
la totalità della persona, un’articolata
regia ha progettato un evento, per descrivere
mediante le arti figurative, retoriche e musicali
il mistero della nostra salvezza, così
che l’occhio possa vedere, la mente esser
illuminata, il cuore sentire, la vita cambiare.
Nei secoli gli eventi della storia della salvezza
sono stati raccontati e ripetuti, descritti in
prosa e in poesia, sia in narrazioni familiari
e confidenziali, che in prestigiose e dotte riflessioni
culturali.
Quest’occasione vuole così ripercorrere
la tradizione della narrazione, aggiungendo alla
parola scritta e pronunciata, quella cantata e
ritmata: la novità dell’arte musicale,
caratterizzata dalla capacità comunicativa
delle voci e degli strumenti. La grande musica
si manifesta, infatti, come un nobile complemento
della parola, presentandosi, tramite la coerente
architettura compositiva, in una veste armonica
e gentile, in grado di comunicare la bellezza,
tramite l’intuizione ed il possente veicolo
dei sentimenti.
L’invito a salire
Lo scopo immutato, ora come al principio, è
quello di attingere alla fonte, che è il
Redentore, morto e risorto per noi, sorgente di
misericordia, pace e vita. Così Varallo
ci riporta a Gerusalemme, al colle di Sion, verso
il quale i popoli nei secoli sono saliti; da qui
è scaturita la salvezza, che si è
diffusa in ogni luogo del mondo. Tanti pellegrini,
nei secoli più recenti, si sono recati
anche a questo Sacro Monte, volendo rivivere più
da vicino la partecipazione agli stessi misteri
della storia della salvezza. Diverse genti si
sono potute incontrare. Un fecondo e determinante
rapporto si è instaurato soprattutto tra
due territori: la Valsesia e la terra di Lombardia.
Il Beato fondatore, Bernardino Caimi, è
infatti milanese, così come tanti promotori
e benefattori che, insieme alla gente di Varallo,
hanno promosso e sostenuto la Gerusalemme di Varallo:
tra tutti san Carlo Borromeo e il venerabile Carlo
Bascapé.
Pare così scritto nel disegno della Provvidenza,
che invita a salire sul monte coloro che desiderano
accostarsi maggiormente a Dio: così fu
per Mosè e per Elia; così è
per i cristiani, che spiritualmente continuano
a ripercorrere la salita del Calvario, in pellegrinaggio
verso il nuovo colle di Sion, la Gerusalemme celeste.
Pare scritto nel cuore dell’uomo di ogni
tempo, che nell’ascesa a Dio e nel cammino,
spesso in salita, della vita edifica se stesso
e la civiltà dell’amore. Sia anche
questo evento un invito a salire, a cogliere,
nella bellezza che salva il mondo, un’eco
musicale della Gerusalemme di lassù, che
è nostra Madre.
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