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      Edizione 2008 > Il Programma  
 
 
 
“HAEC NOVA JERUSALEM”


Soggetto
“Haec Nova Jerusalem”, questa è la nuova Gerusalemme”, oratorio in otto parti per voci recitanti, soli, coro, orchestra e organo.
Testo composto da brani della Tradizione, Liturgia e Sacra Scrittura, redatto dal can. Maurizio Gagliardini, responsabile musicale celebrazioni vescovili. Musica: Alberto Sala, organista titolare del Duomo di Novara

Interpreti
- Cori (230 elementi circa, di cui una cinquantina di voci bianche):cori parrocchiali di Aranco, Borgosesia, Bettole, Carpignano, Cellio, Fara, Grignasco, Sizzano, Quarona, Varallo; cantori “A. Novali” di Valduggia, coro Alpin dal Rosa di Varallo, corale Primavera di Quarona, Coro per le celebrazioni vescovili del Duomo di Novara, corale vocale di Varade; coro Arcobaleno di Varallo, Gli Usignoli di Borgosesia, coro scuola musicale Dedalo di Grignasco.
- Maestri collaboratori: Romano Beggino, Carlo Beltrametti, suor Maria Gioia Bertelli, Franco Dessilani, don Maurizio Gagliardini, Isabella Grandotti, Matteo Mancin, Enrico Marone, Pietro Rasario, Marcella Salvoldi, Carlo Senatore, Pietro Tartarini, Marco Valle, don Giampaolo Zanetti.
- Solisti: Stefanna Kybalova, Rosella Gaboli, Aldo Caputo, Lorenzo Battagion
- Cappella Vocale e Strumentale del Duomo di Novara (30 elementi circa)
- Organo e cembalo: Alberto Sala
- Direttore: Paolo Monticelli
- Voci recitanti: Claudia Koll, Pippo Lo Russo, Angelo Colombo
Composizione compagine orchestrale
2 flauti, 1 oboe, 2 corni, 2 trombe, 2 tromboni, timpani, organo, clavicembalo, archi (9 violini, 3 viole, 3 violoncelli, 2 contrabbassi.

*di don Maurizio Gagliardini

La nuova Gerusalemme a Varallo Sesia
Al principio della nuova Gerusalemme, che è a Varallo, c’è la Madre di Gesù e quel discepolo che, racconta il Vangelo di Giovanni, l’accolse nella sua casa, ricevendola come dono estremo del Maestro, che amò i suoi discepoli fino alla fine. Quella stessa Madre, nuova Eva, è al principio della nuova umanità, dal cenacolo di Gerusalemme fino ai confini della Terra.
Bernardino Caimi, come imitatore del discepolo che Gesù amava, volle riservare uno spazio particolare a Maria, non solo al centro del suo cuore ma, recandone da Gerusalemme il venerato simulacro, desiderò attuare anche attraverso l’arte il gesto del discepolo prediletto. Così pensò di guardare alla Madonna come all’immagine della Chiesa verso il proprio compimento, pensandola, mentre viene assunta verso Dio, situata al centro della Gerusalemme nuova, quella celeste.
Questo mistero non rappresenta solo il tema ideale della Gerusalemme valsesiana, ma anche il significato del grandioso complesso monumentale che la circonda, fin dall’ingresso, laddove alle cappelle della creazione e della caduta dei primogenitori segue la raffigurazione della Vergine Annunciata con l’incarnazione del Verbo.

Una nuova guida in musica
Perché questo messaggio si radichi in profondità nella mente e negli affetti e possa coinvolgere la totalità della persona, un’articolata regia ha progettato un evento, per descrivere mediante le arti figurative, retoriche e musicali il mistero della nostra salvezza, così che l’occhio possa vedere, la mente esser illuminata, il cuore sentire, la vita cambiare.
Nei secoli gli eventi della storia della salvezza sono stati raccontati e ripetuti, descritti in prosa e in poesia, sia in narrazioni familiari e confidenziali, che in prestigiose e dotte riflessioni culturali.
Quest’occasione vuole così ripercorrere la tradizione della narrazione, aggiungendo alla parola scritta e pronunciata, quella cantata e ritmata: la novità dell’arte musicale, caratterizzata dalla capacità comunicativa delle voci e degli strumenti. La grande musica si manifesta, infatti, come un nobile complemento della parola, presentandosi, tramite la coerente architettura compositiva, in una veste armonica e gentile, in grado di comunicare la bellezza, tramite l’intuizione ed il possente veicolo dei sentimenti.

L’invito a salire
Lo scopo immutato, ora come al principio, è quello di attingere alla fonte, che è il Redentore, morto e risorto per noi, sorgente di misericordia, pace e vita. Così Varallo ci riporta a Gerusalemme, al colle di Sion, verso il quale i popoli nei secoli sono saliti; da qui è scaturita la salvezza, che si è diffusa in ogni luogo del mondo. Tanti pellegrini, nei secoli più recenti, si sono recati anche a questo Sacro Monte, volendo rivivere più da vicino la partecipazione agli stessi misteri della storia della salvezza. Diverse genti si sono potute incontrare. Un fecondo e determinante rapporto si è instaurato soprattutto tra due territori: la Valsesia e la terra di Lombardia. Il Beato fondatore, Bernardino Caimi, è infatti milanese, così come tanti promotori e benefattori che, insieme alla gente di Varallo, hanno promosso e sostenuto la Gerusalemme di Varallo: tra tutti san Carlo Borromeo e il venerabile Carlo Bascapé.
Pare così scritto nel disegno della Provvidenza, che invita a salire sul monte coloro che desiderano accostarsi maggiormente a Dio: così fu per Mosè e per Elia; così è per i cristiani, che spiritualmente continuano a ripercorrere la salita del Calvario, in pellegrinaggio verso il nuovo colle di Sion, la Gerusalemme celeste. Pare scritto nel cuore dell’uomo di ogni tempo, che nell’ascesa a Dio e nel cammino, spesso in salita, della vita edifica se stesso e la civiltà dell’amore. Sia anche questo evento un invito a salire, a cogliere, nella bellezza che salva il mondo, un’eco musicale della Gerusalemme di lassù, che è nostra Madre.

 
 
     
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